think positive - motivational slogan on a napkin with a cup of c

Che giornata allucinante!

think positive - motivational slogan on a napkin with a cup of c

Qualche giorno fa una mia cliente, che ha iniziato con me un percorso di miglioramento personale e di benessere, dopo due giorni che non ci sentivamo e non aveva risposto ai miei messaggi, mi scrive: “… Scusa Roberto, ma queste due giornate sono state allucinanti…”

E ci può stare, sicuramente anche tu hai o avrai avuto delle giornate in cui ti sembra che tutto sia davvero un macigno, qualcosa che non vedi l’ora finisca.

Immagina una giornata in cui devi fare le tue attività lavorative, magari andare anche in palestra, devi accompagnare i tuoi figli a scuola, devi preparare il pranzo, devi immergerti nel traffico, devi pensare come gestire i tuoi appuntamenti, devi rispondere al telefono, devi far fronte ai pensieri del giorno prima, magari hai dormito male la notte e la sera prima non hai fatto proprio una cena nutriente, come dovrebbe; immagina di avere un senso di pesantezza ed un leggero mal di testa o un senso di apatia e i pensieri che ti frullano per la testa, inseguendosi e facendo a gara tra le priorità; immagina che tra i pensieri, qualcuno di essi ti rimandi ad una cosa che hai dimenticato il giorno prima e devi farla entro pranzo, sai che questa cosa è importante, oppure urgente, oppure nessuna delle due; immagina che in una situazione del genere, ti arriva una telefonata e si crea una situazione di necessità improvvisa; questa è una giornata allucinante o una giornata normale?

Attenzione, spesso le tue giornate “allucinanti” possono diventare la tua normalità e, l’abitudine malsana (come quella sana, del resto), diventa e agisce i nostri comportamenti e, per quanto necessari possano essere, siamo noi che diamo l’interpretazione alle situazioni.

Ora, immagina di essere allenato per fare la maratona, perché sei un atleta che nel corso del tempo ha imparato a gestire se stesso, hai imparato ad ascoltare e percepire il corpo e la mente in quei sensi di stanchezza o di “muro del trentesimo km” e ne sei uscito fuori perché sei allenato, hai imparato che per arrivare alla fine devi fare un certo percorso fatto di impegno, di prove, di superamento di te stesso ma sai anche che la soddisfazione sarà tanta e la leggerezza altrettanto nell’aver raggiunto dei risultati straordinari.

Il nostro cervello è pigro per definizione e, se fosse per lui, le nostre giornate passerebbero inosservate ai più, anche a noi a dire il vero. La maggior parte di noi fa le cose per il senso del dovere, com’è giusto che sia!! E poi, cosa è il senso del dovere? Chi ha deciso che quella determinata cosa io “debba farla per forza” anziché farla perché sia giusto in quanto in questo momento ho una missione o fa parte della mia vita, anche se il mio obiettivo è un altro? Chi lo ha deciso? Comprendo perfettamente che tutto questo può esser altamente filosofico e aggiungere confusione o addirittura creare astio nella vostra mente. Lo comprendo perfettamente.

Ora, riflettendo un attimo, una giornata tipo può essere quella che ho descritto in partenza. Potrebbe! E anche no!  Chi lo decide?

Solamente tu. Tu sei artefice del tuo destino, con i comportamenti che agisci quotidianamente.

Tu sei oggi quello che hai seminato ieri, l’altro ieri, una settimana fa, i mesi scorsi, l’anno prima. Sì, può accadere una giornata del genere. E allora? Come la gestisci?

  • Quando sarai allenato, sarà una giornata che, oggettivamente, avrà chiesto molto alle tue forze, alle tue risorse, alla tua disponibilità e comprendendo i motivi di ciò, saprai che domani sarà una giornata “normale”;
  • Se non sarai allenato, diventerà una giornata allucinante e non vedi l’ora che finisca. Ti dirai continuamente “che giornata, mamma mia”, e anche il giorno dopo, mentalmente ripenserai alla giornata precedente, la tua giornata allucinante.

Nel secondo caso il risultato sarà un continuo circolo di ormoni adrenalinici, cortisolo che per ristabilirsi avranno bisogno di qualche tempo; e, se domani si ripresentasse una giornata del genere. O mamma mia, di nuovo una giornata del genere? come fare?

Uhm, dopo qualche giorno, la giornata allucinante, diventa la tua giornata tipo, la tua normalità. L’organismo si abitua, quasi a cercare poi una sorta di giustificazione. Ho sentito dire a una persona obesa –lo dico come dato di fatto non come giudizio di condizione-, stressata testuali parole: “Dormo 4 ore a notte, ormai mi sono abituato –con aggiunta di sorrisino come per dirti io sono fico dormo 4 ore a notte e tu no-, non mi dà fastidio!”;

e, mentre lo dice ascoltavo il respiro forzato, notavo la mandibola bloccata, il collo rigido, la velocità delle parole superava il muro del suono; ecco perché non se ne accorgono, perché si sono abituati.

La giornata allucinante è diventata la giornata normale!!

Scrivi un commento